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Cura del glaucoma, l'Oftalmologia di Forlì ai vertici in Italia

L'unità diretta dal dottor Paolo Maria Fantaguzzi offre le più innovative tecniche di chirurgia mini-invasiva, diagnosi sofisticate e percorsi ad hoc

Cura del glaucoma, U.O. di Oftalmologia dell’Ausl di Forlì all’avanguardia. L’unità diretta dal dottor Paolo Maria Fantaguzzi offre, infatti, in questo campo, le più innovative tecniche di chirurgia mini-invasiva, diagnosi sofisticate e percorsi ad hoc, al punto da essere divenuta, in questi anni, un punto di eccellenza non solo in Emilia-Romagna, ma a livello nazionale, come testimonia la sua presenza all’interno del Pinegroup, panel ristretto ai maggiori centri nazionali (Verona, Parma, Udine, Forlì) nella cura di tale patologia.

Il principale fiore all’occhiello del Centro glaucoma forlivese è l’attività chirurgica: l’équipe del dott. Fantaguzzi è in grado di mettere in campo trattamenti di ultima generazione come la tecnologia “Trabectome”, per la quale è centro di riferimento in Italia, e l’ultima novità Ex-Press, metodica ideata dal dott. Roberto Servadei e presentata, di recente, al Congresso Mondiale di Chirurgia del Glaucoma organizzato a Glasgow. «Si tratta di una tecnica complessa, messa a punto a Forlì – illustra il dott. Servadei – rispetto a persone operate applicando il metodo tradizionale, è emerso come il nuovo approccio garantisca una maggiore efficacia nel controllo del tono oculare, senza complicanze né durante l’intervento né durante il follow up».

Sul fronte della diagnosi, l’unità dispone di analizzatori delle fibre nervose gdx e oct-cirrus e del campo visivo Matrix, frutto di una generosa donazione della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Si tratta di macchinari che consentono un’analisi molto precisa del nervo ottico e garantiscono, quindi, un monitoraggio preciso e costante, con notevole miglioramento delle possibilità terapeutiche per i pazienti. Il Centro glaucoma, nel 2012, ha erogato, 1.000 visite, effettuando 1.400 Gdx, e 2200 campi visivi sia per il monitoraggio di questa patologia che per altre situazioni patologiche, mentre i trattamenti para-chirurgici, come il laser, sono stati 50 e le procedure chirurgiche (impianti valvolari, trabeculectomie, ecc.) 80.

L’attività dell’unità, che registra ogni anno oltre 3.000 interventi sul bulbo oculare e 45.000 prestazioni ambulatoriali, non si esaurisce comunque nel trattamento del glaucoma, ma spazia a 360 gradi, con una particolare vocazione chirurgica, soprattutto mini-invasiva. Da segnalare, innanzitutto, gli interventi per la cataratta. «Da gennaio a oggi, se ne contano quasi 1.700 – commenta il direttore – Inoltre, abbiamo una notevole esperienza in chirurgia mini-invasiva, che trova la sua massima applicazione nella patologia retinica: fori maculari, edemi maculari del paziente diabetico, e membrane epiretiniche.

Grazie allo sviluppo di questa tecnica, eseguita in anestesia locale, il 98% di tali pazienti è seguito in regime di Day Hospital». Per i distacchi di retina si usano tutte le metodiche disponibili, con grande rapidità in termini di tempistica operatoria. «Molto spesso si riesce ad intervenire entro la stessa giornata della diagnosi – dichiara il dott. Fataguzzi – grazie, anche, alla disponibilità del personale di sala operatoria e di anestesia».

Altri importanti ambiti di attività sono la correzione di strabismi, compresi quelli paralitici, sia in anestesia generale sia in anestesia locale (solo nel paziente adulto), il trattamento delle patologie dell’apparato lacrimale, in stretta cooperazione con l’U.O. di Otorinolaringoiatria, diretta dal professor Claudio Vicini, e i trapianti di cornea. «Ci preme ringraziare pubblicamente i familiari dei donatori di cornee che hanno acconsentito all’espianto dei bulbi per la raccolta dei tessuti corneali da impiantare nei futuri riceventi in attesa di trapianto corneale – chiosa il dott. Fantaguzzi – Quest’anno abbiamo registrato 9 donazioni».

Sul fronte della diagnosi, fra le tecnologie di ultima generazione a disposizione dell’unità, occorre sottolineare la presenza, a partire dallo scorso anno, del fluorangiografo ad alta definizione, frutto di un contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e in grado di fornire immagini estremamente particolareggiate  di tutto il fondo dell’occhio (retina, macula, vasi, ecc.), a fronte di un uso minimo di colorante. In questo modo, si può ottenere un’analisi non solo precoce ma, soprattutto, mirata, delle patologie retiniche. Nel corso del 2012, sono stati esaminati con questo strumento oltre 650 casi e l’unità ha così potuto consolidare la propria vocazione nel campo della terapia con AntiVGEF, diretta a inibire o bloccare la molecola VGEF responsabile della crescita dei vasi sanguigni anomali e alla base, quindi, di diverse problematiche dell’occhio.

«Abbiamo eseguito 639 trattamenti con Avastin e 25 con Lucentis, miranti al trattamento delle patologie retiniche quali la degenerazione maculare senile, la membrane occulte retiniche, ecc. – spiega il direttore – In questo modo, si è potuto garantire il mantenimento del visus residuo, bloccando la progressione della malattia, e, laddove possibile, ottenendo anche il recupero parziale della funzionalità visiva residua».

Aspetti qualificanti sono l’attività di prevenzione delle patologie pediatriche, svolta dalle ortottiste, e il centro per l’ipovisione, finalizzato a consentire ai pazienti con un modesto residuo visivo di sfruttare al massimo quest’ultimo, anche attraverso l’ausilio di una strumentazione dedicata. Diversi, poi, i percorsi per soggetti con patologie croniche, non solo il glaucoma ma anche il diabete, e la degenerazione maculare legata all’età. I pazienti diabetici, ad esempio, possono contare su un ambulatorio dedicato che, in collaborazione col Servizio diabetologico, ha effettuato da inizio anno circa 1.500 prestazioni fra visite e screening.

L’U.O. di Oftalmologia è dotata, infine, di un ambulatorio per le urgenze che ha erogato, nel 2012, ben 6.000 prestazioni. A tale ambulatorio, aperto tutti i giorni, festivi compresi, dalle 11 alle 12 e dalle 17 alle 18, si accede non direttamente ma su richiesta urgente del proprio medico di famiglia o su invio dal Pronto Soccorso. L’unità, può contare sul lavoro e l’impegno giornaliero di nove medici, nove infermieri, coordinati dalla caposala Laura Casadei, quattro ortottiste, coordinate da Rita Tavalazzi, e di un operatore amministrativo.

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