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Cronaca Villa Selva-San Leonardo / Via Selvina

Agguato con spari e botte per una donna, torna dall'Albania e viene arrestato

Il giovane è stato arrestato in esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Alessandro Trinci con le accuse di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e la premeditazione, ricettazione, porto abusivo d'arma e lesioni gravissime

Le manette sono scattate non appena è sbarcato a Bologna proveniente da Tirana. Gli agenti della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Forlì, diretta dal dirigente Claudio Cagnini, hanno assicurato alla giustizia uno dei quattro responsabili dell'agguato commesso lo scorso 9 giugno nei pressi dello scalo merci di Villa Selva ai danni di un albanese di 23 anni G.M. (le sue iniziali). Si tratta di un connazionale di 24 anni, Gjergji Kastriot, detto Joti, operaio edile senza precedenti domiciliato a Forlimpopoli, dove vive con la famiglia.

Il giovane è stato arrestato in esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Alessandro Trinci con le accuse di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e la premeditazione, ricettazione, porto abusivo d'arma e lesioni gravissime. Ancora uccel di bosco tre connazionali, che quella nottata hanno partecipato al violento agguato. L'inchiesta è stata seguita dal procuratore capo della Procura di Forlì, Sergio Sottani.

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All'origine della violenta aggressione, sfociata in tentato omicidio, una serie di screzi tra due fazioni di giovani albanesi per una ragazza, una forlivese di 23 anni. Tutto ha avuto inizio dopo una violenta discussione nei pressi di una discoteca di Cervia. In particolare G.M. avrebbe fatto battute nei riguardi della giovane, ex compagna, che hanno poi infastidito il nuovo compagno, Joti. I due gruppi si sono successivamente dati appuntamento per "un chiarimento" a Villa Selva.

Qui è scattato un autentico agguato ai danni del 23enne, aggredito a suon di calci, pugni e bastonate dal 24enne e dai tre connazionali che in quel momento avevano il volto coperto da passamontagna. Al culmine Kastriot, secondo quanto accertato dagli investigatori, ha estratto un pistola automatica, un calibro 7,65, esplodendo da distanza ravvicinata un colpo al ventre, all'altezza della milza.

Gli aggressori si sono successivamente dileguati a bordo di un'auto di grossa cilindrata, un'Audi A6 rubata, poi data alla fiamme nella zona di Castiglione di Cervia. Quindi sono partiti verso l'Albania a bordo della vettura di Kastriot, una Audi A3 nera, venendo intercettati in Croazia e Montenegro dalle forze dell'ordine locali su segnalazioni dell'Interpol. Uno di loro è finito in manette per esser stato trovato con armi bianche e radio portatili, ma poi liberato.

Gli altri invece hanno proseguito poi nella fuga, abbandonando l'auto in Montenegro e raggiungendo l'Albania passando per i boschi consapevoli di aver la Polizia alle calcagna. Tre di loro (clandestini e con precedenti alle spalle) hanno fatto perdere le loro tracce, mentre Kastriot è tornato domenica scorsa in Italia, venendo immediatamente arrestato. Ora si trova in carcere in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto, in programma martedì. L'arma dell'agguato non è stata mai trovata, probabilmente andata bruciata nel rogo dell'Audi A6.

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