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Cronaca

L'Italia vista in sella al "Ciao", un viaggio di quasi 3mila chilometri: al via l'avventura solidale di tre amici forlivesi

Venerdì tre forlivesi sono partiti da Predoi, al confine con l'Austria, per affrontare 2750 chilometri in "Ciao" e arrivare a Porto Palo, nel comune di Capo Passero in Sicilia, il punto più estremo d'Italia

Chi ha usato il ciclomotore "Ciao" sa perfettamente cosa vuol dire fare un viaggio di 30 chilometri su una sella striminzita e con un numero variabile di vibrazioni con cui alla fine diventi una cosa sola. Ecco, venerdì tre forlivesi sono partiti da Predoi, al confine con l'Austria, per affrontare 2750 chilometri in "Ciao" e arrivare a Porto Palo, nel comune di Capo Passero in Sicilia, il punto più estremo d'Italia. A viaggiare insieme a loro sarà il messaggio di CavaRei, un'associazione di Forlì che si occupa di disabilità, e della fondazione Isal Ricerca sul dolore. "Nella locandina per promuoverci - spiega Riccardo Cattalini, impegnato nel viaggio insieme a Riccardo Prati e Valerio Fregnani - abbiamo inserito i loghi delle due associazioni perché ci piacerebbe sensibilizzare gli italiani nei confronti delle tematiche di cui si occupano e, in più, se a qualcuno, conoscendole, viene voglia di fare una donazione, ancora meglio".  

VIDEO - L'avventura, di cosa si tratta - La partenza da Piazza Saffi

Ma chi sono questi tre scatenati ciclomotoristi che hanno progettato un'impresa tra il folle e l'impossibile? Hanno tra i 54 e i 58 anni e tutti e tre appartengono all'associazione "Inzir Viaggiatori in circolo" un'associazione forlivese che si occupa di viaggi e di cui Riccardo Cattalini è il presidente. "Alcuni anni fa ho conosciuto Valerio e Riccardo - racconta Cattalini - Abbiamo avuto occasione di trascorrere insieme qualche giorno nell'estate del 2020 e ci siamo trovati molto bene. Quest'anno ci siamo ritrovati ed è nato il progetto di fare un viaggio in Ciao. Volevamo fare qualcosa di strano".

Cioè?
Io e Riccardo abbiamo una moto di grande cilindrata, Valerio ha lo scooter. Però abbiamo pensato che la classica moto fosse banale, e ci è venuta in mente questa cosa di viaggiare in Ciao. Eravamo partiti pensando di percorrere una zona ristretta, tipo da costa a costa, e poi invece abbiamo pensato di fare l'Italia tutta in verticale. Il progetto inizia a Predoi, al confine con l'Austria, il Comune più a nord d'Italia e termina a Porto Palo a Capo Passero. Partiamo venerdì 1 luglio con un'auto e un carrello su cui carichiamo i tre Ciao. Arriviamo in giornata a Predoi, montiamo sui Ciao e partiamo per il vero viaggio per essere, se non ci saranno inconvenienti, il 22 luglio a Porto Palo. Un viaggio di 22 giorni. La cosa buona è che dopo una settimana dalla partenza ripassiamo da Forlì e ci fermiamo un paio di notti perchè abbiamo due appuntamenti importanti proprio con le associazioni che promuoviamo".

Sicuro che non fonderanno i motori?
"Valerio si è occupato di recuperare i Ciao da un meccanico, li abbiamo revisionati e messi su strada. Se fonderanno? Il bello è l'incertezza - continua Riccardo - Non abbiamo la certezza di arrivare. Anche se è vero che da quando è nata l'idea ci siamo impratichiti molto sulla meccanica, se capiterà qualcosa abbiamo pronto il piano B. Abbiamo già un motore di ricambio imballato e da spedirci dove siamo in quel momento. Vogliamo fare tutto da soli, sappiamo smontare e montare".

E per dormire come vi siete organizzati?
"Non abbiamo prenotato nulla ma c'è un entusiasmo generale da tutte le parti d'Italia - spiega ancora Riccardo - C'è chi ci ha già detto che ci accompagnerà per un breve tratto in moto o in bici. Chi vuole ospitarci a dormire, chi a pranzo. E' molto bello il calore che si è creato attorno alla nostra iniziativa. Mediamente faremo tappe 130 chilometri a giornata, magari un giorno ne facciamo 150 e l'altro 120. Con noi porteremo il minimo indispensabile, qualche vestito di ricambio, chiavi, cacciaviti per i ciclomotori, una piccola tanica di olio per la miscela, il computer perché io mi occuperò dei social. Velocità media 30/35 km orari e le strade che faremo saranno tutte provinciali o statali, ma sarà necessario stare attenti e cercare di scegliere le strade meno trafficate perché durante la prova svolta giovedì scorso andando e tornando Rimini-Forlì abbiamo visto che il traffico ci può creare qualche disagio". 

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