Giulia e i suoi cinque anni al Classico: "Il 100? Ho acceso il telefono e ho provato una gioia immensa"

"Personalmente ritengo che la scuola di fatto si sia conclusa sabato 22 febbraio", afferma Giulia

"Cinque anni fa ho scelto il liceo, tanto sconsigliato, tanto temuto ma anche tanto amato. Mi ha cambiata, educata e fatta crescere; con esso ho instaurato un rapporto indissolubile e ad oggi sceglierei altre mille volte tale scuola". Giulia Cupka è tra gli studenti del Classico "Morgagni", che hanno completato il percorso da centista. Si definisce una ragazza "determinata, con tanta voglia di imparare e mettermi in gioco".

Che effetto le ha fatto diplomarsi col massimo dei voti?
Non mi sarei mai aspettata di raggiungere il 100. Infatti nel momento in cui ho acceso il telefono e letto il risultato ho provato una gioia immensa. Penso che questo voto possa essere il premio dell'impegno e dello studio portati avanti nel corso dei 5 anni.

Una peculiarità del Classico?
A parere mio è una scuola completa, dove si approfondiscono in modo dettagliato sia materie umanistiche che scientifiche. Inoltre il liceo non amplia soltanto il proprio bagaglio culturale, ma insegna a studiare, che non significa soltanto leggere delle pagine e ripeterle, ma vuol dire entrare nelle varie epoche, nei vari personaggi, rielaborare con la propria mente il contenuto e imparare ad esporlo.

Cosa le mancherà del Liceo?
Mi mancherà tutto: i compagni che, dal primo all'ultimo, sono stati compagni di vita, i professori che attraverso l'insegnamento  ci hanno fatto capire che nulla è impossibile se lo si desidera e che non bisogna mai mollare e abbattersi di fronte alle difficoltà. Ad oggi posso affermare che ogni singola parte del liceo rimarrà sempre nel mio cuore: dai bidelli ai corridoi, dalle file nei bagni al caffè delle macchinette rovesciato sui libri, dagli sguardi fra i compagni alle corse per arrivare in classe quel secondo prima del suono della campanella, a volte tanto atteso, altre tanto temuto.

Il 2020 sarà ricordato per l'introduzione della didattica a distanza. Prova superata o c'è da migliorare?
Personalmente ritengo che la scuola di fatto si sia conclusa sabato 22 febbraio. Certamente la didattica a distanza ha permesso di portare avanti il programma, ma la scuola propriamente detta è altro: è contatto, confronto, verifiche, paure, gioie e sguardi. Per questo motivo mi è dispiaciuto non avere potuto concludere questo ciclo di studi in quella che per 5 anni è stata la mia seconda casa.

Oltre allo studio che passioni ha? 
Sono una ragazza molto impegnata e da 12 anni pratico pattinaggio artistico a livello agonistico allenandomi tutti i giorni. Penso che lo sport sia il migliore alleato dello studio, in quanto permette alcune ore di svago che portano poi ad una maggiore concentrazione. Inoltre due sere a settimana e nel weekend frequento gli scout, dove ho modo di mettermi in discussione, di dedicarmi a me stessa, al mio rapporto con la natura e con gli altri.

Progetti per il futuro?
Sin da piccola conservo nel cassetto il sogno di diventare medico. Ricordo che da bambina ho sempre visto il mio pediatra come un eroe in grado di salvare vite umane. Inoltre amo i bambini, in quanto vedo in loro purezza, sincerità e fame di vita. Mi sto quindi preparando per il test di ammissione a medicina, con la speranza di potere entrare.

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