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Vendemmia "in nero" nel meldolese: scovati 31 lavoratori irregolari

E’ questo il risultato di mirata operazione condotta dalle Fiamme Gialle forlivesi, volta al contrasto al lavoro nero ed irregolare nelle colline forlivesi, che ha riguardato un’azienda di servizi con sede legale in provincia di Verona

Ben 31 lavoratori completamente "in nero", tutti marocchini ed un senegalese, sono stati scovati mentre erano intenti a lavorare in alcuni vigneti di Meldola nel corso di un controllo eseguito dalla Guardia di Finanza di Forlì. Nove di loro sono risultati addirittura clandestini e quindi destinatari di decreti di espulsione da parte del Questore. Altri due soggetti, invece, sono stati invitati a presentarsi nelle Questure di Ravenna e Verona, ove sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati alla loro permanenza sul territorio italiano.

E’ questo il risultato di mirata operazione condotta dalle Fiamme Gialle forlivesi, volta al contrasto al lavoro nero ed irregolare nelle colline forlivesi, che ha riguardato un’azienda di servizi con sede legale in provincia di Verona che, nel fornire prestazioni a ditte locali, si avvaleva sistematicamente di manodopera straniera irregolare. Gli extracomunitari, accompagnati nei campi con auto e furgoni da soggetti conniventi incaricati del trasporto, venivano utilizzati per la raccolta dell’uva.

''La Cooperativa coinvolta, gestita da tre fratelli di origine magrebina con regolare permesso di soggiorno ma con precedenti specifici, residenti uno in provincia e gli altri due nel veronese, reclutava forza lavoro di diversa nazionalità e proveniente da varie zone della Romagna completamente in nero, a fronte di una retribuzione di circa 5 euro all’ora e senza alcuna copertura previdenziale o tutela previste dalla legge - spiegano dalla Guardia di Finanza -. La normativa in materia prevede anche che, qualora venga accertato che più del 20% dei lavoratori complessivamente identificati sia privo di regolare contratto, come nel caso di specie, l’Ispettorato del Lavoro competente emetta un provvedimento di sospensione dell’attività".

Alla situazione si è aggiunta anche la completa assenza di documenti che giustificassero la permanenza in Italia per molti dei lavoratori, ai quali sono stati notificati decreti di presentazione ed espulsione dal territorio nazionale. I tre responsabili della Cooperativa sono stati denunciati alla Procura della Repubblica che, in merito, sta procedendo per i reati di impiego di manodopera e favoreggiamento all’immigrazione clandestina, e rischiano una pena che prevede la reclusione sino a tre anni e 15.000 euro di multa. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare la regolarità delle prestazioni rese dalla Cooperativa veronese nel territorio della provincia anche a favore di altre aziende agricole.

Le Fiamme Gialle ricordano che continua l'azione finalizzata a contrastare il "lavoro nero", "che lede i diritti dei lavoratori e determina situazioni di concorrenza sleale, a discapito dei soggetti economici che operano nella legalità. Le attività svolte si inquadrano nel più ampio contesto della sistematica azione di controllo economico-finanziario e di contrasto ai traffici illeciti del territorio posto in essere dalla Guardia di Finanza di Forlì-Cesena su tutto il territorio della Provincia, confermando, ancora una volta, l’impegno profuso quotidianamente dalle Fiamme Gialle a tutela della legalità".

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