Colpito da uno sparo durante una battuta di caccia al cinghiale: il 62enne non ce l'ha fatta

L'uomo si trovava con altri cacciatori, quando è stato attinto accidentalmente dal colpo, in un punto piuttosto impervio tra campi agricoli e boscaglia

Non ce l'ha fatta Luciano Bergamaschi, il cacciatore di 62 anni rimasto ferito il 6 novembre scorso durante una battuta di caccia al cinghiale in una zona della collina forlivese, tra Predappio Alta e Monte Mirabello, in particolare nell'area della frazione di Baccanello. L'uomo, originario di Predappio e residente a Forlì, si trovava con altri cacciatori, quando è stato attinto accidentalmente all'addome dal colpo, in un punto piuttosto impervio tra campi agricoli e boscaglia. La richiesta di soccorso è stata immediata. Durante le prime fasi il ferito aveva lucidità, poi persa in parte all'arrivo del personale del 118. I medici si erano riservati la prognosi dopo un delicato intervento chirurgico, poi il quadro clinico è peggiorato fino alla morte avvenuta martedì nel reparto di Rianimazione dell'ospedale "Maurizio Bufalini".

Subito dopo l'episodio, i Carabinieri della Compagnia di Meldola, al comando del capitano Rossella Capuano, avevano raccolto le testimonianze dei presenti per chiarire i contorni di quello che può essere classificato un incidente. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, guidati dal sottotenente Gino Lifrieri, hanno ricostruito i momenti che hanno preceduto il ferimento del 62enne, poi divenuto mortale. Secondo quanto appurato, era in atto una "braccata", una tecnica che prevede spostamenti in linea per portare la preda in un'area dove ci sono i cacciatori pronti a colpire.

In quel momento le condizioni atmosferiche non erano ottimali e questo può aver influito sull'incidente. La "braccata" richiede infatti la massima attenzione. affiatamento di squadra e precisione, con padronanza della tecnica ed acuto "senso del selvatico", intuerndo il comportamento dei cinghiali. Per l'incidente era stato indagato a piede libero per "lesioni colpose" un ferrarese di 72 anni, reato che cambia con la morte del 62enne in "omicidio colposo".

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Dagli accertamenti è emerso che il 72enne aveva notato l'animale selvatico, premendo il griletto. Il colpo tuttavia finì contro il collega di battuta di caccia, che si trovava a poca distanza dal cinghiale. Gli inquirenti hanno appurato che la vittima indossava tutti i dispositivi di sicurezza del caso, come ad esempio il giubbino fluorescente. L'inchiesta è sul tavolo del sostituto procuratore Lucia Spirito. La vittima lascia la moglie e due figli. 

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