Sabato, 13 Luglio 2024
Natale, il dibattito

Eventi natalizi nei quartieri alluvionati? Le opinioni: "No, meglio fondi per le case". "Sì, con sensibilità benefica"

Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio, ha proposto "di organizzare per Natale manifestazioni specifiche nei quartieri che hanno subìto maggiori danni". Ma cosa ne pensano i quartieri?

A tre mesi dalle festività natalizie, a Forlì già si è aperto il dibattito sugli allestimenti natalizi e i relativi costi che comportano. Ma quest'anno, sulla discussione, incide il peso dell'alluvione che ha colpito buona parte della città il 16 maggio scorso. C’è chi, come l’Ugl Romagna e Europa Verde, ha proposto di destinare i fondi destinati alle luminarie alle famiglie alluvionate, anche se, come ha spiegato l’assessora al Centro storico Andrea Cintorino, si tratta di fondi vincolati. Mentre Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio, è andato oltre, proponendo "di organizzare manifestazioni specifiche nei quartieri che hanno subìto maggiori danni. Sappiamo che il periodo natalizio è particolarmente importante per tutti noi e lo sarà in particolare per chi perso la casa, l'azienda o uno dei propri cari".

Ma cosa ne pensano i vari coordinatori di quartiere? Per Loretta Poggi, alla guida del quartiere 9 Foro Boario San Benedetto, "le opinioni dei residenti non sono favorevoli. Qui stiamo combattendo ancora contro mucchi di fango e rifiuti. Gli alluvionati attendono risorse per ripristinare le case. Non diciamo di ridurre i fondi da destinare alle luminarie del centro storico, ma di ridurre la quota al fine da destinarli alle persone che hanno subìto danni. Ho lavorato nella pubblica amministrazione per quarant'anni e revisionare i contratti è possibile. Ci vuole solo la volontà". Altra problematica sottolineata da Poggi "è l'assenza di attività essenziali. Ci sono negozi che dopo l'alluvione non sono ripartiti. Inoltre manca il passaggio dei mezzi di trasporto pubblico. Quindi piuttosto che pensare a manifestazioni specifiche per i quartieri, Ascom pensasse alle attività commerciali e a dare incentivi affinché imprenditori del commercio investano su riaperture. Ci manca un panificio, mentre in via Gorizia ha chiuso la ferramenta e non ha riaperto la pizzeria d'asporto". 

Roberta Dradi, coordinatrice del quartiere Roncadello, Barisano, Branzolino e San Tomè, si dice favorevole circa "la possibilità di declinare le risorse per le luminarie per organizzare manifestazioni nei quartieri alluvionati come segnale di ripresa o finalizzati a iniziative di sensibilizzazione come raccolte fondi". Dradi a questo scopo è in contatto con l'assessora all'Istruzione Paola Casara con l'obiettivo di organizzare un evento in prossimità delle festività natalizie. Ragionando a 360 gradi, "non dobbiamo dimenticarci che dietro i festeggiamenti del Natale c'è anche la volontà di rivitalizzare il centro storico, che è un capitolo che non deve essere perso di vista. Serve quindi trovare un po' equilibrio, mantenendo quindi il proiettori puntati sia sul centro che sui quartieri".

"Quando c'è un contratto firmato poco si può fare, a meno che anche la parte interessata non sia favorevole a una revisione - commenta la coordinatrice di Cava e Villanova, Eleonora Visani -. Se vengono organizzati eventi destinati a una raccolta fondi è necessario indicare in anticipo la destinazione. Sicuramente c'è bisogno di fare qualcosa, anche per portare un po' di spensieratezza, ma è il caso di parlarne con chi ha il quadro della situazione. Nel nostro quartiere sono previsti ad esempio manifestazioni che hanno l'obiettivo di raccogliere fondi per la palestra di via Isonzo e per il Centro Anziani "Il Delfino". A livello di quartiere possiamo contare sul contributo dell'associazione "Poldo and Friends". 

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