Riccardo, diplomato con lode ai tempi del covid: "Il 22 febbraio una data storica, un modo molto delicato di finire l’esperienza da liceale"

Riccardo Fabbri ha lavorato sodo per concludere il suo percorso al Liceo Scientifico con la lode. Il tutto senza sacrificare la sua passione sportiva

Aveva in mente un obiettivo e l'ha portato a termine. Riccardo Fabbri ha lavorato sodo per concludere il suo percorso al Liceo Scientifico con la lode. Il tutto senza sacrificare la sua passione sportiva, l'atletica leggera che pratica da circa otto anni. Riccardo, 19enne, "forlivese fin dalle più lontane origini", ha "un carattere curioso e introverso che, unito alla fortuna di stare bene con me stesso, mi ha portato fin da bambino a cercare, più che la compagnia altrui, la comprensione delle cose che mi circondano. Lungo la strada che ha portato quel bambino all’oggi ho incontrato alcuni, pochi, sinceri amici, senza i quali ora sarei meno felice".

"Nella scuola fin da subito ho trovato un mezzo per soddisfare la mia curiosità e, successivamente, una fonte di grandi soddisfazioni - continua -. Passo la maggior parte del mio tempo libero allenandomi e, quando posso, cerco di allontanarmi il più possibile da Forlì, alla ricerca di nuovi luoghi ed esperienze. Amo viaggiare, la montagna e le cose belle". 
 
Cosa ha rappresentato per lei il Liceo Scientifico?
Una preziosa occasione di crescita, prima di tutto a livello personale. Al di là delle nozioni apprese e delle esperienze vissute, infatti, la cosa per me più rilevante è stata la possibilità di entrare in contatto tante persone diverse, compagni e professori, da cui trarre ispirazione per capire il tipo di persona che vorrò essere in futuro.

Diplomato con lode. Un risultato che ha richiesto molto impegno...
Indubbiamente l’impegno richiesto è stato tanto, come tanta è stata la soddisfazione alla fine. Ricordo bene il momento quando, in terza, decisi che avrei provato ad ottenere la lode. Lo feci sia perché sapevo quanto è importante avere un obiettivo da raggiungere, e quanto è importante fissarlo il più in alto possibile, sia perché volevo vedere se sarei stato in grado di farcela.

Le sue materie preferite?
Matematica e Filosofia. Accoppiata che sembra mal assortita finché non capisci che queste due materie parlano della stessa cosa, anche se con due punti di vista differenti. Per avere una comprensione completa della realtà ti servono entrambe, non se ne scappa.

Oltre allo studio, ha qualche passione particolare?
Lo sport, principalmente l’atletica leggera, che pratico ormai da otto anni. Non ho mai amato gli sport di squadra e da bambino, dopo averne provati molti, mi avvicinai all’atletica nella speranza di trovare qualcosa che mi permettesse di concentrarmi su me stesso. Senza volerlo, però, mi sono ritrovato nel più bell’ambiente, sportivo e umano, che abbia mai conosciuto e che non ho più voluto abbandonare. 

Come ha vissuto il lockdown?
Principalmente con curiosità e stupore: fino a un anno fa, infatti, mai avrei immaginato di poter assistere a un evento globale di tale portata e durante il lockdown ho seguito con interesse lo svilupparsi della pandemia e gli effetti che questa ha causato sulla nostra società e sul nostro modo di vivere.
Vi erano anche, come è ovvio, preoccupazione e sconforto, ma poter osservare, studiare e comprendere un evento così raro, imprevisto e impattante è stato, prima di tutto, affascinante.

E l'ultimo giorno al liceo?
Ammetto che, insieme ai miei amici, in videochiamata prima, poi dal vivo, ho spesso ricordato quel 22 febbraio che, per la mia generazione, penso rimarrà una giornata in qualche modo storica. Per me è stato un modo molto delicato di finire l’esperienza da liceale: spesso, infatti, si vive il quinto anno all’ombra della sua fine, temendo l’arrivo dell’ultimo giorno e finendo per non godersi il tempo che lo precede. Noi, invece, abbiamo avuto la possibilità (non richiesta) di comprendere e accettare gradualmente che a scuola, da studenti, non avremmo più rimesso piede.

Visto il contesto causato dal covid-19, per lei è stata una maturità più semplice o difficile del previsto?
È stata più semplice del previsto, questo è innegabile, anche se non per questo è stata una maturità facile. A renderla complessa ha contribuito l’incertezza organizzativa che ci ha accompagnato fino agli ultimi giorni prima dell’esame. Questa però, per me, è stata abbondantemente controbilanciata dall’eliminazione delle variabili più imprevedibili e per le quali è più difficile prepararsi, come le due prove scritte ministeriali e i commissari esterni al colloquio finale.

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Progetti per il futuro?
Dopo l’estate ho intenzione di intraprendere il percorso universitario, anche se ancora non ho scelto la facoltà. Attualmente non mi è chiara la direzione che voglio dare alla mia vita. Fortunatamente, però, ho ancora un po' di tempo per pensarci e per arrivare a una conclusione.
 

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