"Sanità: per l’Ausl unica romagnola è l’ora dei fatti concreti"

Sul tema della aggregazione romagnola delle Aziende Sanitarie trovo particolarmente interessante la proposta avanzata, da ultimo, dal Segretario della UIL provinciale Giuliano Zignani

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Sul tema della aggregazione romagnola delle Aziende Sanitarie trovo particolarmente interessante la proposta avanzata, da ultimo, dal Segretario della UIL provinciale Giuliano Zignani di passare ad una fase di confronto ed analisi operativa. Si tratta peraltro di un’idea già da più parti condivisa ed espressamente suggerita dal Presidente della conferenza sanitaria forlivese Paolo Zoffoli. Su questo tema la politica locale deve assolutamente recuperare una capacità di elaborazione progettuale che superi i confini dei singoli ambiti territoriali con una visone di Sistema Romagnolo.
Costruire una visione romagnola della sanità significa operare su un ambito territoriale ottimale per ottenere quei livelli di efficienza ed efficacia dei servizi che possono consentire di continuare a garantire prestazioni di elevata qualità.

Significa ricercare quell’equilibrio che permette a tutti i cittadini dei Comuni romagnoli di avere le medesime condizioni di salute e di benessere sociali, superando campanilismi e barriere municipali.

Significa puntare concretamente su quell’assetto organizzativo capace di liberare risorse per il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, la vera esigenza di prossimità per le nostre comunità.

Significa abbandonare definitivamente quell’approccio particolaristico della programmazione che, in alcuni casi, ha portato ad un sistema economicamente insostenibile e spesso sproporzionato per le dimensioni territoriali di riferimento.

Ritengo che il dibattito avviatosi in queste settimane abbia ormai creato le condizioni per ufficializzare un tavolo comune ove ogni interlocutore possa in concreto lavorare per rendere possibile un nuovo sistema di governo e di gestione della sanità locale capace di compiere ulteriori passi in avanti nell’interesse di tutti. Altrimenti ogni dichiarazione, anche quella apparentemente più chiara, rischia di restare tale. E’ tempo di fatti e l’Ausl unica romagnola potrebbe davvero mostrare la concretezza e la forza progettuale degli amministratori dei territori romagnali, capaci di fare, finalmente, sistema.

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