Martedì, 16 Luglio 2024
Cambiamenti climatici

Clima, Fridays For Future torna a manifestare: "Ci davano dei "catastrofisti". Poi la catastrofe è arrivata davvero"

Dall'esponente di Fridays For Future un appello "a quella parte di politica seria rimasta ancora dentro a questa amministrazione, smarcatevi da questo modo di fare antiscientifico ed irresponsabile"

Fridays for Future Forlì torna a manifestare. I giovani attivisti hanno infatti indetto un nuovo sciopero nazionale per il clima che si terrà il prossimo 6 ottobre. Il movimento, ricorda il portavoce nazionale Giacomo Zattini, "è sceso nelle piazze tante volte dal 2019 coinvolgendo milioni di persone in tutto il mondo e migliaia solo a Forlì, per chiedere di dare priorità alle tematiche climatico-ambientali, che sono strettamente legate a quelle sociali e incidono sulla sicurezza delle persone". Una manifestazione che sarà particolarmente sentita dopo l'alluvione dello scorso maggio.

"A livello nazionale il centrodestra, Lega in testa, ha derubricato l'evento dell'alluvione di maggio a semplice "maltempo" e "colpa della scarsa manutenzione" - attacca Zattini -. Insomma, non una parola sui cambiamenti climatici, che invece è appurato abbiano. Almeno due effetti: rendono gli eventi meteorologici sempre più estremi e sempre più frequenti, vedasi l'alluvione di inizio maggio a Faenza, seguita due settimane dopo da quella della Romagna. Nell'arco di poche ore è caduta la pioggia di mesi". Ma non solo: "I nostri territori già fragili, molto antropizzati e cementificati, sono particolarmente vulnerabili e necessitano di un urgente adattamento a tali fenomeni climatici estremi. Tra le cose da fare: ridare spazio ai fiumi e alla natura, ascoltando gli esperti e climatologi".

Tutto questo è stato ampiamente discusso e spiegato in questi mesi dopo l'alluvione, anche nell'ultimo evento pubblico di domenica scorsa nell'ambito della Settimana del Buon Vivere con Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti) -. Ormai lo sappiamo tutti: umani e ambiente sono interconnessi e devono convivere e prosperare insieme, altrimenti è la catastrofe. Di tutto questo, però, il centrodestra sembra non essersene accorto. Anzi: continua evidentemente a pensare che la crisi climatica sia causata dalla sfortuna e non dalle attività umane". 

Fridays for Future ha messo in luce negli ultimi anni gli aspetti legati ai cambiamenti climatici, "ma le forze politiche del centrodestra ci hanno prima ignorati, poi insultati e derisi. Quanti "gretini" abbiamo ricevuto da chi cercava di delegittimare un'intera generazione di giovani che si vedono un futuro sempre più precario di fronte? Troppi per non meritare delle scuse oggi. Ci hanno detto che eravamo "catastrofisti", ma noi ripetevamo solo gli allarmi delle migliaia di scienziati ed esperti che non avete mai ascoltato. E poi la catastrofe è arrivata davvero, l'alluvione. In seguito alla pioggia, c'è stata la grandine grossa come palline da tennis in Emilia e nel ravennate, le trombe d'aria ed altro ancora".

Di recente gli allagamenti nei quartieri alluvionati dopo un violento nubifragio: "Ora piove di nuovo e una parte della nostra città non è pronta - afferma Zattini -. È vero, non è solo colpa di chi è oggi al potere se oggi siamo arrivati in piena crisi climatica, sarebbe ingiusto dirlo. Sono però le forze politiche del centrodestra che oggi minimizzano le avvertenze dei climatologi e si pongono contro il riconoscimento della crisi climatica come crisi esistenziale ed urgente, causata dalle attività umane. Sono loro che proteggono più di tutti gli interessi fossili e status quo che ci legano quindi ad un futuro in cui ci saranno sempre più eventi climatici estremi. Sono loro che alimentano la paura del cambiamento nelle persone, quando è proprio il non cambiare che ci condanna".

Dall'esponente di Fridays For Future un appello "a quella parte di politica seria rimasta ancora dentro a questa amministrazione, smarcatevi da questo modo di fare antiscientifico ed irresponsabile. Va chiamata con il suo nome: crisi climatica ed ecologica. E occorre chiedere scusa a chi questa consapevolezza la chiede da 5 anni. Per risolvere le cose, però, ci vorranno azioni concrete. Saremo in piazza questo 6 ottobre in tutta Italia e anche a Forlì per chiederle a grandissima voce, con quella parte di città e di Paese che non ha paura di chiamare le cose con il loro nome". 

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