"Secondo Biandronni e Naldini bisogna annullare i diritti dei cittadini europei"

Le affermazioni dei due esponenti di Santa Sofia (FC) e Galeata (FC) sono ampiamente superate da un atteggiamento sicuramente più costruttivo di altri loro colleghi amministratori (di successo).

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

 Come Circolo, vogliamo segnalare un nuovo episodio di grave discriminazione nei confronti della comunità rumena, che secondo la stampa è stata promossa dai seguenti candidati sindaci: - Sig. Giancarlo Biandronni di Santa Sofia (FC), - sostenuto alle primarie da socialisti e uno spezzone dei Ds - Sig. Marcello Naldini e il segretario provinciale della Lega Nord, Sig.Jacopo Morrone di Galeata (FC) “ Secondo il candidato primo cittadino Giancarlo Biandronni i 46 cittadini comunitari non potevano votare perché non si erano iscritti alle liste elettorali aggiunte che permettono ai cittadini comunitari di votare solo per le elezioni comunali, entro la data fissata dalla legge (all’epoca il limite era fissato al 28 aprile 2009).” – sostiene il Giornale Il Resto del Carlino. La stessa fonte giornalistica cita Jacopo Morrone che afferma che “ In Italia la certezza del diritto sia più sulla carta che nei fatti. Il marchingegno di dare ai cittadini comunitari il voto all’ultimo minuto è stata una speculazione elettorale sotto gli occhi di tutti, un escamotage del Pd per non perdere i comuni della val Bidente e non certo per aiutare l’integrazione”.

Ci stiamo chiedendo se i due candidati sindaci avrebbero fatto le stesse affermazioni, anche se avessero vinto le elezioni. Ma ancora di più ci interroghiamo sulla loro conoscenza della legislazione europea e su come avrebbero svolto i loro ipotetici compiti se fossero diventati davvero sindaci, vista l’evidente ignoranza di principi basilari della normativa europea. Siamo convinti che le leggi di recepimento delle direttive comunitarie (come quella che assicura il diritto di voto alle elezioni amministrative locali per i cittadini dell’UE) siano perfettibili, ma non nel senso di limitare i diritti politici dei nostri concittadini di origine estera. È per questo, che chiediamo , Come Circolo, che i cittadini comunitari che chiedono la residenza nei comuni italiani, ai sensi del Dlgs 30/2007, siano messi conoscenza anche della possibilità di iscriversi nelle liste elettorali aggiuntive o in alternativa, al termine della procedura per la residenza iscritti automaticamente nelle stesse liste elettorali. Tale procedimento, non solo eviterebbe problemi ma anche assicurerebbe il completamento di tutti i diritti e doveri che nascono e derivano dall’appartenere ad uno Stato dell’UE. Ci preme ricordare che per la legge europea, i cittadini comunitari residenti in un altro stato appartenente alla UE hanno il diritto di voto attivo e passivo per le elezioni amministrative ed europee nello stato dove hanno trasferito la residenza, perdendo gli stessi diritti negli stati di origine. I cittadini comunitari per poter votare devono semplicemente iscriversi presso i comuni di residenza, negli appositi elenchi elettorali, entro i 30 giorni precedenti elle elezioni e, in deroga, fino al giorno effettivo delle elezioni. Ricordiamo che prima dell’iscrizione effettiva, le prefetture competenti eseguono accurati controlli per attestare la buona condotta e il totale rispetto delle leggi italiane dei richiedenti.

Per questi motivi, riteniamo le affermazioni dei candidati Giancarlo Biandronni e Marcelllo Naldini non edificanti nei confronti della comunità rumena italiana (in particolare) e di tutti i cittadini europei residenti in Italia. Soprattutto perché, in altre località italiane, i movimenti politici di riferimento si sono aperti e hanno collaborato per assicurare la massima partecipazione ai cittadini comunitari al voto e alla vita politica. Ad esempio a Salsomaggiore il candidato della Lega Nord ha fatto divulgare volantini il cui testo recitava “Il voto è un vostro diritto, usatelo” a Verona dove, il sindaco Tosi, ha dimostrato di saper coniugare legalità con integrazione verso i comunitari, oppure a Torino dove il nuovo sindaco Fassino ha messo in campo un programma di sensibilizzazione dei cittadini comunitari verso il voto amministrativo. Questi tre esempi dimostrano come le affermazioni dei due esponenti politici di Santa Sofia (FC) e Galeata (FC) possono sembrare superate da un atteggiamento sicuramente più costruttivo di altri loro colleghi amministratori (di successo). I rumeni, e tutti i cittadini comunitari, che hanno votato alle ultime elezioni amministrative di Santa Sofia e Galeata non hanno commesso alcun atto riprovevole e tantomeno un reato. Hanno semplicemente espresso un loro diritto democratico.

Queste dichiarazioni sono l’indice di un clima di palese “rumeno fobia” che ha offeso ed offende sia il milione di rumeni residenti in Italia sia gli stessi italiani che non condividono questa deriva xenofoba e razzista. Da parte della comunità rumena si è sempre assistito alla più ferma condanna di ogni reato commesso da cittadini rumeni in Italia e la volontà di cooperare per il bene comune di italiani e rumeni, come dimostrato dagli accordi tra i Ministeri dell'Interno rumeno ed italiano. Mantenere un clima corretto e leale favorisce anche i buoni rapporti tra i due paesi e permette di perseguire l'obbiettivo, fortemente voluto dal Presidente Berlusconi, di fare dell'Italia il primo partner commerciale e culturale della Romania. Speriamo che le forze politiche prendano le distanze da espressioni come quelle dei due Signori candidati sindaci. Sarebbe opportuno che i mezzi di comunicazione di massa cominciassero a raccontare le comunità europee in Italia per quello che sono, comunità laboriose, integrate e già presenti con rappresentanti propri in molte amministrazioni locali.

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