A Capocolle la fermata non è ancora abilitata ai disabili: "Beppe Rotelle" blocca di nuovo un bus

Secondo quanto ricostruito, D'Ursi avrebbe chiesto all'autista di farlo scendere alla fermata di Capocolle, ancora non abilitata ai disabili.

Nuova protesta di Beppe Rotelle, al secolo Giuseppe D'Ursi. L'uomo, costretto sulla sedia a rotelle dal 2002, ha bloccato la corsa dell'autobus di linea 92 che collega Cesena con Forlì. Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio di mercoledì. Tra i passeggeri a bordo c'erano anche degli studenti. Secondo quanto ricostruito, D'Ursi avrebbe chiesto all'autista di farlo scendere alla fermata di Capocolle, ancora non abilitata ai disabili.

Infatti anche se c'è la pedana per far scendere un disabile in carrozzina dal bus, il marciapiede troppo basso. Il conducente l'ha invitato a scendere alla fermata di Diegaro. A quel punto è partita la protesta, con D'Ursi che ha cominciato a filmare l'operatore di "Start Romagna" col telefonino. Quest'ultimo ha richiesto l'intervento dei Carabinieri. Gli altri passeggeri hanno atteso un altro bus della stessa linea per riprendere la marcia.

D'Ursi da anni porta avanti una battaglia per vedere riconosciuto il proprio diritto a circolare con i mezzi pubblici con la sua carrozzina. il disabile viene invitato a scendere alla fermata "casa cantoniera" di Diegaro di Cesena direzione Capocolle di Bertinoro a circa due chilometri dall'abitazione dove risiede dal 1996. "La fermata di Capocolle di Bertinoro direzione Forlì - scriveva D'Ursi il 10 dicembre scorso sulla pagina Facebook di "Sei di Bertinoro se..." - si trova all'interno del crocevia con la via Emilia e via Mulino Bratti, crocevia importante e molto pericoloso per tutti, la fermata ostacola l'ingresso di garage privati e l'accesso e l'uscita di una attività commerciale".

"Beppe Rotelle" ha dovuto subire diverse vicende non degne di un paese civile. In segno di protesta spesso si è piazzato davanti all'autobus, in mezzo alla strada, per impedire la ripartenza dei mezzi. E quello di mercoledì è infatti solo l'epilogo di una vicenda che si protrae da fin troppi anni e che non dovrebbero essere certo i carabinieri o gli autisti degli autobus a dover risolvere. I primi autobus bloccati da "Beppe Rotelle" risalgono addirittura 5 anni fa, nel 2013. Nel 2016 non essendo la fermata di Capocolle abilitata alla discesa dei disabili, D'Ursi venne abbandonato in una fermata precedente, a Diegaro. In un'altra occasione è stato rifiutato dall'autista dell'autobus proprio nel Giornata Mondiale della Disabilità. Nel dicembre del 2017, in segno di protesta, si incantenò ad un autobus.

Nel maggio del 2018 venne arrestato per aver aggredito un autista con un ombrello. In seguito aveva chiesto di estinguere la pena con la 'messa in prova', la nuova formula giuridica dei lavori socialmente utili. Sul problema si erano mossi anche gli enti pubblici, con vertici in Prefettura. Il Comune di Bertinoro aveva preso degli impegni per rendere la vita più facile a "Beppe Rotelle" che si può muovere solo con mezzi che, non a caso, si chiamano pubblici.

Ad inizio febbraio si era tenuto in Prefettura l’incontro conclusivo del Tavolo tecnico, istituito con Decreto Prefettizio nell’ottobre 2017. I soggetti interessati, era stato spiegato da Piazza Ordelaffi, "si sono impegnati, ciascuno per la propria competenza, a perseguire le linee guida individuate, in un quadro generale di regole ora molto più chiaramente delineato, affinché il diritto alla mobilità delle persone con disabilità astrattamente definito possa essere declinato nelle diverse situazioni e condizioni che quotidianamente e concretamente si possono verificare". Una più dettagliata mappatura delle fermate idonee da parte degli enti locali e l’individuazione di successive politiche di intervento e miglioramento in tale settore costituiscono l’obiettivo principale del percorso individuato.

"Oltre a ciò, sono previste una serie di azioni, principalmente ad opera di Start Romagna, come una maggiore formazione del personale di guida, una chiara informazione sui dispositivi per la mobilità ammissibili a bordo bus, e, più in generale, sulle condizioni di accesso al servizio da parte delle persone con disabilità oltre che nuovi investimenti in sistemi di bordo per annunci visivi e uditivi", era stato specificato.
 

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