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Fucile strattonato dai litiganti e poi due colpi: indagini coi rilievi balistici. Ferito ancora in prognosi riservata

Per il momento è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di lesioni gravissime il santasofiese

E' ancora ricoverato in prognosi riservata dell'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena, il 52enne di nazionalità albanese rimasto ferito domenica sera con un colpo d'arma da fuoco nel corso di una violenta lite con un 62enne a Spinello, nel comune di Santa Sofia. Non è in pericolo di vita, ma resta ricoverato in Rianimazione e sedato dopo esser stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Per il momento è stato iscritto nel registro degli indagati, ma a piede libero, con l'accusa di lesioni gravissime il santasofiese.

Quest'ultimo, a sua volta, ha riportato nella collutazione lesioni guaribili in 15 giorni. Il referto parla di un timpano lesionato, di lesioni lacero contuse al volto e di alcuni denti rotti. Ai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola, diretti dal comandante di Compagnia Rossella Capuano e dal tenente Gino Lifrieri, il 62enne ha reso dichiarazioni spontanee al fine di dipanare la sua versione dell'accaduto.

Stando alla versione dei fatti fornita dal santasofiese, avrebbe ricevuto dal 52enne una telefonata minacciosa circa venti minuti prima della sanguinosa lite. Poi lo straniero si è materializzato a casa intorno alle 20. Un'accesa discussione, poi dalle parole si è passati alle mani. Il tutto si sarebbe consumato tra il corridoio e la camera da letto. E qui che il padrone di casa avrebbe impugnato il fucile, probabilmente a scopo di allontanare l'avversario o per difendersi. La collutazione è proseguita, presumibilmente col tentativo dell'incursore di strappare l'arma dalle mani del 62enne, fino a quando sono partiti due colpi: proiettili calibro 12, uno dei quali ha colpito di striscio la spalla destra dell'albanese.

Lunedì mattina gli uomini dell'Arma hanno provveduto a mettere sotto sequestro l'abitazione. Sul posto erano presenti i militari della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Forlì-Cesena, che hanno proceduto al sopralluogo dell'abitazione e ai rilievi scientifici, che stabiliranno la traiettoria dei colpi e la dinamica degli spari. L'arma è risultata regolarmente detenuta e custodita (il 62enne infatti è un cacciatore).

Una lite sfociata nel sangue riconducibile a quanto pare a questioni lavorative e probabilmente economiche, un presunto debito rinvendicato dallo straniero. E' stato chiarito che l'albanese fino alla fine del 2020 era stato regolarmente assunto come boscaiolo dal santasofiese. Sembra inoltre che il 52enne fosse infastidito dalle voci che circolavano in paese, cioè che avesse portato via della legna al datore di lavoro. E pare anche che ci fossero state delle minacce da parte del cittadino albanese.

L'epilogo è arrivato quindi domenica sera. E' stato il santasofiese ad allertare il 112 e il 118. Il ferito è stato soccorso con l'elimedica giunta da Bologna e trasportato quindi al "Bufalini", dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. E' sedato ed intubato in Rianimazione, con i medici che si sono riservati la prognosi. Gli inquirenti attendono un miglioramento delle condizioni di salute dell'albanese per ascoltare la sua versione dei fatti dopo aver ascoltato quella del 62enne e della figlia di quest'ultimo che si trovava in casa. Al momento c'è un solo indagato, col santasofiese accusato di lesioni gravissime.

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