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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

La gestione dei pazienti covid: l'esperienza forlivese presa come esempio a livello nazionale

Il virus ha messo in luce le debolezze di tutti i sistemi sanitari del mondo ma, allo stesso tempo, ha accelerato l’individuazione e l’applicazione di soluzioni innovative, che resteranno anche dopo la pandemia

Si è concluso in questi giorni ad Arezzo il Forum Risk Management in sanità, evento internazionale che si propone come un'importante occasione di confronto e condivisione tra tutti gli attori del sistema sanitario. Al centro dell'evento, promosso da Istituto Superiore di Sanità, Fondazione per l'Innovazione e la Sicurezza in Sanità e Regione Toscana con il patrocinio del Ministero della Salute, della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, e del Parlamento, le attività di contrasto alla pandemia, il Pnrr, le proposte per il futuro della sanità.

Il virus ha messo in luce le debolezze di tutti i sistemi sanitari del mondo ma, allo stesso tempo, ha accelerato l’individuazione e l’applicazione di soluzioni innovative, che resteranno anche dopo la pandemia. Ed in questa edizione, a rappresentare l'Emilia Romagna, tre soluzioni organizzative, sia ospedaliere che territoriali, per la gestione del Covid, realizzate nel comprensorio forlivese dell'Ausl Romagna e presentate dalla dottoressa Patrizia Grementieri, responsabile gestione del Rischio Ausl Romagna dell'ambito di Forlì e dal dottor Andrea Galeotti, responsabile del Servizio Infermieristico e Tecnico di Forlì. Una soluzione riguardava il modello assistenziale per le degenze durante la pandemia Covid, un'altra la revisione della Unità Operativa di Pneumologia in tempo di pandemia e un'altra ancora analizzava l'impatto della malattia nei dipendenti dell'Ausl Romagna - Forlì.

"La pandemia - spiega la dottoressa Grementieri - ha imposto una rivisitazione delle modalità operative relative alla gestione del rischio infettivo applicate a diversi setting assistenziali, ma anche una revisione di tutti i processi organizzativi a livello ospedaliero e territoriale. Lo stato di emergenza ha richiesto anche l'attivazione di nuovi percorsi per la gestione degli operatori sanitari, colpiti, sin dalle prime settimane, dalla malattia e dalle quarantene. L'evolversi repentino della pandemia - prosegue la Grementieri - ha costretto alla revisione dei modelli assistenziali e la riorganizzazione effettuata ha migliorato la soddisfazione del personale coinvolto che ha avuto un ritorno positivo da parte dei pazienti".

Al Forum hanno partecipato il ministro della Salute Roberto Speranza, i sottosegretari Pierpaolo Sileri e Andrea Costa; gli assessori alla sanità di tutte le Regioni; i presidenti della Commissione Sanità e Affari Sociali della Camera e Igiene Sanità del Senato;  oltre a direttori generali, sanitari e amministrativi di Aziende sanitarie, dirigenti di tutti gli ordini professionali, società scientifiche, associazioni dei cittadini e dei pazienti, del volontariato e del terzo settore; imprese fornitrici di beni e servizi del sistema sanitario (Ict, dispositivi medici, servizi).

"Il Forum ci consente di entrare nel vivo di queste tematiche e di presentare la grande riforma della sanità, che attendiamo da decenni, attraverso l'utilizzo dei fondi del Pnrr e la proposta di un nuovo modello organizzativo del territorio, che si faccia carico in primo luogo del paziente cronico - ha evidenziato Domenico Mantoan, direttore generale di Agenas -. Questo modello, voluto dal ministro Speranza, poggia su nuovi assetti organizzativi come l'ospedale e la casa di comunità, aperti 24 ore su 24, con il coinvolgimento di vari professionisti a partire dal medico di famiglia. Faremo tesoro delle migliori esperienze, che abbiamo in Italia, e continueremo a garantire il nostro totale supporto, per lo sviluppo del sistema salute, con l'obiettivo primario di migliorare le prestazioni sanitarie e l'organizzazione dei servizi".

Al Forum risk management in Sanità-2

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