rotate-mobile
Giovedì, 1 Dicembre 2022
Salute

Ricerca sanitaria, fondi dal Ministero della salute: i progetti vincitori dell'Ausl Romagna

A beneficiare delle risorse anche l’Ausl Romagna con due progetti della graduatoria SG (Starting Grant) e un progetto di ricerca (Graduatoria RF-CP) vinto dalla Banca della Cute della Regione Emilia Romagna

Pubblicate dal ministero della Salute le graduatorie dei progetti vincitori del primo Avviso pubblico del Piano nazionale di ripresa e resilienza sull’investimento “Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del Servizio Sanitario Nazionale” e del ‘Bando di ricerca finalizzata 2021’. A beneficiare delle risorse anche l’Ausl Romagna con due progetti della graduatoria SG (Starting Grant) e un progetto di ricerca (Graduatoria RF-CP) vinto dalla Banca della Cute della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.I due ricercatori dei progetti vincitori nella graduatoria SG sono Irene Zaghi e Simone Battaglia.

"La dottoressa Irene Zaghi - spiega il professor Vittorio Sambri, direttore dell'Unità operativa di Microbiologia “Romagna”-Dimes dell’Università di Bologna -  è un medico specialista in malattie Infettive e da sei mesi  è in forza all'Unità operativa di Microbiologia “Romagna”-Dimes (Unibo) come assegnista di ricerca. Irene ha iniziato il progetto "Acute" grazie ad un grant (con selezione competitiva) messo a bando dall’European Society for Clinical Microbiology & Infectious
Diseases (Escmid) alla cui stesura (così come al progetto) ha collaborato il professor Russell E. Lewis (Dimec - UniBo)".

"Ora, grazie al finanziamento ricevuto nell’ambito della Ricerca Finalizzata del Ministero, avrà la possibilità di portare a pieno compimento il progetto, estendendone l’ambito oltre quanto originariamente previsto in  base al solo finanziamento Escmid - conclude Sambri -. Il progetto porterà ad avere a disposizione un sistema semplice, e di potenziale larghissimo impiego, per definire l’attività antibatterica effettiva,e quindi efficace, presente nel siero dei pazienti affetti da infezioni complicate da germi multiresistenti in trattamento con i più recenti antibiotici. Il progetto consentirà inoltre di avere a disposizione un sistema efficace per la valutazione della sinergia terapeutica fra diverse molecole antibatteriche: dato indispensabile al fine di avere il trattamento ottimale nel caso di infezioni da germi multi resistenti ai farmaci".

"L'"Acute project: Adapting blood CUlture systems To monitor antimicrobial Efficacy" - aggiunge la dottoressa Zaghi - propone di utilizzare il tempo di positivizzazione delle emocolture (un indice comunemente riportato dai sistemi di incubazione delle emocolture e diffusi in tutti i laboratori di batteriologia) per sviluppare un nuovo marcatore di efficacia antimicrobica. Il progetto consisterà nella validazione del “Time-to-positivity assay (Tpos)”, nella sua correlazione con i marker farmacodinamici già esistenti (e.g. AUC/MIC, %T>MIC) e nell’ applicazione come biomarcatore di efficacia della terapia antibiotica (in monoterapia o di combinazione) per le infezioni da batteri Gram negativi nel paziente critico".

Il dottor Simone Battaglia ha vinto invece il finanziamento con il progetto “Driving associative plasticity in premotor-motor cortical network to enhance network functioning and promote motor control in healthy individuals and stroke patients”. L'ictus cerebrale è la prima causa di disabilità cronica, con circa un milione di pazienti che attualmente convivono con esiti di invalidità più o meno marcata in Italia. La stimolazione magnetica transcranica (Tms) è una tecnica non-invasiva che consente di modulare i processi di plasticità del cervello umano e pertanto offre delle potenzialità per il recupero funzionale dei pazienti colpiti da ictus. In questo contesto, il progetto del dottor Simone Battaglia prevede di sviluppare e applicare al Dipartimento di Neuroscienze dell'Ausl Romagna, coordinato dal dottor Luigino Tosatto, un nuovo protocollo Tms multi-sito chiamato ccPas (stimolazione associativa accoppiata cortico corticale), con l’obiettivo di rafforzare la comunicazione tra regioni corticali premotorie e motorie, al fine di migliorare il controllo dei movimenti dell’arto superiore in pazienti con esiti paretici. Il progetto nasce da una collaborazione tra il Dipartimento di Neuroscienze e il Centro studi e ricerche in Neuroscienze Cognitive dell’Università di Bologna, dove nei laboratori del prof. Alessio Avenanti, è stato sviluppato il nuovo protocollo di neurostimolazione che il dottor Battaglia applicherà all'Ausl Romagna.

Il dottor Battaglia è un giovane ricercatore, formatosi in Neuroscienze cognitive presso dell’Alma Mater, già premiato nel 2020 dalla Società Italiana in Neuropsicologia per la migliore tesi di dottorato in ambito neuropsicologico. Il progetto di ricerca, della durata di 3 anni e finanziato dal Ministero della Salute, permetterà di acquisire all'Ausl Romagna un nuovo stimolatore Tms da dedicare alla ricerca nell’ambito delle malattie neurologiche. Il progetto stabilirà la sicurezza e l'efficacia del nuovo protocollo Tms per rafforzare la connessione tra aree motorie e migliorare i disturbi motori dei pazienti colpiti da ictus cerebrale.

irene zaghi

Nella foto Irene Zaghi

Simone Battaglia-2

Nella foto Simone Battaglia

La Banca della Cute

La Banca della Cute dell’Emilia Romagna, in collaborazione con l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, ha ottenuto un finanziamento ministeriale relativo al “Bando di Ricerca finalizzata 2021” per l’attuazione di un progetto di ricerca applicata “change promoting” clinico assistenziale, volto quindi ad un approccio traslazionale della ricerca scientifica, da sempre supportato nei progetti di ricerca proposti e sviluppati dalla Banca Cute. Tra i 347 progetti scientifici presentati a livello nazionale, solo 95 sono riusciti a superare le selezioni finali e a ricevere il finanziamento ministeriale. "Crediamo molto nel potenziale della nostra ricerca - ha commentato il Davide Melandri, Direttore della Banca Cute e del Centro Grandi Ustionati di Cesena - che, oltre alla consolidata attività di distribuzione di tessuti a scopo clinico trapiantologico, garantite dall’expertise nel settore della dottoressa Elena Bondioli, dirigente responsabile dell’attività di Ingegneria tessutale e Direttore tecnico Cell Factory e Sala Criobiologica, della dottoressa Paola Minghetti, dirigente responsabile della linea di produzione Tessuto cutaneo omologo Cute e Ded e della Dott.ssa Marina Medri, responsabile del Sistema Qualità della Banca Cute, si è sempre posta l’obiettivo di sviluppare soluzioni terapeutiche sempre più performanti, capaci di fornire al clinico validi strumenti per il trattamento di diverse condizioni cliniche e determinando, di conseguenza, un miglioramento dei servizi offerti al paziente da parte del Servizio Sanitario Nazionale".

"Il progetto, articolato in tre anni, propone in una prima fase di utilizzare la Matrice Omologa Dermica Acellulare (M.O.D.A.) già fornita dalla nostra Banca e ampiamente utilizzata dai clinici, in associazione con stimoli ortobiologici, per un approccio rigenerativo al trattamento di lesioni massive della cuffia dei rotatori della spalla; questo approccio verrà più ampiamente esplorato avendo già fornito positivi risultati in una valutazione preliminare.In una seconda parte del progetto l’attività di Ricerca Clinica svolta presso la Banca Cute dalla dottoressa Elena Bondioli e la Dott.ssa Valeria Purpura, dirigente Biologo della Banca Cute, prefigge l’importante obiettivo di sviluppare nuove modalità di conservazione della matrice M.O.D.A. che siano “ready to use”, ovvero pronte all’uso clinico e potenzialmente ampliabili in futuro anche ad altri tessuti di banca", conclude.

“Le nuove modalità di conservazione proposte - ha sottolineato Purpura - nascono dall’esigenza dei clinici di avere a disposizione in sala operatoria un tessuto più facilmente conservabile a temperatura ambiente e pronto dell’uso clinico, mantenendo al tempo stesso le sue caratteristiche biologiche. Crediamo che il finanziamento ottenuto sia un importante traguardo scientifico che conferma ancora una volta l’importanza da noi sostenuta di mettere la ricerca a servizio dell’innovazione e dello sviluppo clinico: è infatti necessario che si crei e si mantenga un continuo interscambio tra ricerca e clinica, in un’ottica di ampliamento
dell’importante aspetto “traslational” della ricerca. Speriamo che anche il nostro risultato possa rappresentare per l’Ausl della Romagna un ulteriore incentivo al potenziamento dell’attività di ricerca e innovazione, potenziale che crediamo sia presente nella nostra azienda in termini di dimensioni e professionisti".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ricerca sanitaria, fondi dal Ministero della salute: i progetti vincitori dell'Ausl Romagna

ForlìToday è in caricamento