Aeroporto, strada in salita: per assegnare i pompieri servono documenti, soldi e assunzione di personale

Tempi lunghi: ci sono da reperire le risorse per le assunzioni di nuovi pompieri e per trovarle ci dovrà pensare, in Finanziaria, un governo dimissionario

“Non vi è alcuna preclusione del Dipartimento dei Vigili del Fuoco alla riapertura dell’aeroporto di Forlì”: è il contenuto di una nota che viene direttamente dal comando centrale dei Vigili del fuoco, dal Ministero dell'Interno. Cosa abbia bloccato per mesi l'iter di assegnazione dei circa 60 pompieri allo scalo forlivese - in procinto di partire con i voli in autunno se non fosse stato per questo intoppo - probabilmente non si saprà mai, con una risposta aggrovigliata ad una burocrazia tentacolare di cui a Roma sono specialisti. 

Ma una risposta quasi certa arriva con quest'ultima nota: mancano i vigili del fuoco specializzati nell'anti-incendio degli aeroporti e sarà necessario assumerne di nuovi, ma per fare questo ci vogliono le coperture finanziarie, che ancora non ci sono. “Attualmente questo Dipartimento è in attesa che la società di gestione integri la richiesta di attivazione fornendo i dati del traffico aereo per consentire il dimensionamento del nostro presidio. Conclusa la fase di definizione, sarà necessario ottenere la copertura finanziaria che consenta al Corpo di procedere al necessario aumento organico del personale”, spiegano dal Viminale. Insomma, tempi lunghi: ci sono da reperire le risorse e per trovarle ci dovrà pensare, in Finanziaria, un governo dimissionario.

Richiesto per mesi, sia da parte di FA Srl (la società di gestione, ndr), sia dal Comune di Forlì, con una lettera firmata dal precedente sindaco Davide Drei e poi rinnovata da quello successivo Gian Luca Zattini, il servizio anti-incendio sembrava smarrito nel nulla. Se a maggio Enac e Ministero dei Trasporti (a guida pentastellata, con Danilo Toninelli) rispondevano ai solleciti della Regione che l'iter da parte loro era già terminato da tempo e tutti gli atti erano stati trasmessi al Ministero dell'Interno per l'emanazione del decreto ministeriale, all'inizio dell'estate è stato il sottosegretario Stefano Candiani (Lega) a parlare di iter fermo per “mancanza di un'istanza” da parte della società di gestione. Procedura rifiutata da FA Srl. E' poi emerso che non bisognava fare alcuna domanda, ma che il blocco era dovuto a “una vertenza in corso”, come ha spiegato a Milano Marittima lo stesso ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Proprio una telefonata di Salvini a Candiani, probabilmente su pressione del sottosegretario forlivese Jacopo Morrone, ha dato un'accelerazione insperata, con Candiani che si è presentato in pieno agosto a Forlì ad annunciare la partenza dell'iter per portare i vigili del fuoco a Forlì. Chiuso un giallo, però, se ne è aperto un altro: quello delle “e-mail scomparse”, vale a dire la documentazione del Ministero dei Trasporti mandata a quello dell'Interno a un indirizzo mail inesistente e sbagliato. Un errore così grossolano, perfino per la burocrazia romana, che l'Enac e il Ministero dei Trasporti hanno immediatamente smentito, supportate anche dal deputato locale 5 Stelle Carlo de Girolamo, che in Parlamento siede proprio nella commissione trasporti

Ed ora anche i vigili del fuoco non vogliono essere quelli che restano col cerino in mano, parlando di un disguido di mail, ma avvenuto non di recente. Ricorda la nota del Dipartimento dei Vigili del Fuoco: “Terminate le operazioni di volo commerciale nel 2013 e cessata la gestione del servizio di salvataggio e lotta antincendio da parte del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, si tratta oggi di reinserire l’aeroporto nell’elenco di cui alla Tabella A del D. Lgs. 139/2006 degli aeroporti nei quali il Corpo assicura direttamente tale servizio. Premesso che il Dipartimento non è stato preventivamente coinvolto o interessato in fase di stesura del bando o all'atto di sottoscrizione della concessione alla società FA Srl, chiarito il disguido delle comunicazioni inviate a un indirizzo inesistente, da gennaio 2019 sono stati avviati una serie d’incontri con la stessa FA Srl ed Enac per la definizione del servizio”. Ma serve appunto documentazione aggiuntiva, incontri tecnici, soldi e personale formato.
 

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