Fiamme dolose al negozio per animali: "Ha appiccato il rogo perché pretendeva poche decine di euro"

Provvidenziali le telecamere di videosorveglianza, che erano state installate appena il giorno prima. La vita delle apparecchiature, che sono andate disciolte nel rogo, è durata una manciata di ore

Provvidenziali le telecamere di videosorveglianza, che erano state installate appena il giorno prima. La vita delle apparecchiature, che sono andate disciolte nel rogo, è durata una manciata di ore, ma hanno svolto appieno la loro finalità. E' grazie a queste, infatti, che la Polizia in nemmeno 24 ore aveva già individuato il presunto responsabile del rogo del 1 ottobre al magazzino del "Robinson Pet Shop" di viale Roma, l'emporio per animali gestito da Simona Buda e Gianni Casadei. Nelle immagini vengono riconosciute la fisionomia e le movenze di un soggetto che è già noto alle forze dell'ordine, un uomo che tra l'altro - ulteriore sospetto in più - quella stessa sera, un paio d'ore dopo l'incendio, intorno alle 4.30 era stato identificato in un bar non lontano, nel corso di un controllo di routine delle volanti della Polizia. Una perquisizione in casa sua, infine, ha permesso di individuare lo stesso abbigliamento presente nelle immagini di sorveglianza.

Il movente

Insomma, trovato in poco tempo il piromane, restava da capire il movente che l'ha spinto all'incendio. Nelle telecamere si vede il soggetto in più punti aggirarsi per il cortile interno del magazzino del negozio, quindi scegliere come punto di innesco delle fiamme un compattatore pieno di cartoni. Il fuoco sarebbe stato avviato con un normale accendino, poi ha covato per decine di minuti prima di essere notato dai vicini, che hanno allertato i vigili del fuoco. Il pronto intervento dal vicino comando dei pompieri ha permesso di bloccare le fiamme, ma i danni sono stati comunque ingenti. Coperti da assicurazione, sono in via di quantificazione. Resta la domanda del perchè, la cui risposta sono i soldi, a quanto sembra poche decine di euro. Il soggetto, 49 anni, nel mese di maggio era stato per pochi giorni impiegato nel negozio nell'ambito di un progetto di inserimento nel circuito lavorativo di ex detenuti. Una seconda chance che l'uomo, a quanto risulta, si è giocato male: il 49enne, infatti, è stato congedato alcuni giorni dopo e saldato il dovuto. Ma il 49enne - che al momento non ha fatto ammissioni - reclamava ancora del denaro per quella piccola esperienza lavorativa. Già in passato aveva preteso quei soldi. Quanti? "Poche decine di euro", spiegano gli inquirenti.

"Non è racket"

 L'indagine è stata seguita dalla Squadra Mobile, diretta da Enzo Tarquini, e della Polizia Scientifica della Questura di Forlì. Gli inquirenti rassicurano sul punto: "Simili azioni da altre parti d'Italia vengono subito ricondotte ad azioni di racket da parte della criminalità organizzata. In questo caso non è avvenuto  niente di tutto questo", spiega Maurizio Maccora, capo di gabinetto della Questura. Niente 'pizzo' non pagato, quindi, ma un'altrettanto deleteria ritorsione personale di un soggetto che la Polizia definisce "pericoloso". Sono in corso tuttora le indagini per capire se è lo stesso soggetto che ha appiccato il secondo incendio doloso allo stesso negozio nella notte tra domenica e lunedì scorsi. E' però, secondo le risultanze investigative, lo stesso malvivente che il 1 marzo del 2018 danneggiò l'immagine della Madonna del Fuoco custodita al Seminario per strappare gli ex voto di valore che l'adornavano e lucrare pochi euro rivendendoli. Anche in quel caso, come in quello del "Robinson Pet Shop", il 49enne aveva approfittato di una possibilità di riabilitazione. L'uomo, infatti, si trovava ricoverato in Seminario, ospite di associazioni caritatevoli. Nel rompere la teca si ferì e venne incastrato grazie all'esame del Dna sul sangue perso.

L'incendio

E' stato un inferno di fuoco. Ore ed ore di lavoro per i Vigili del Fuoco per salvare il salvabile. E dopo la lotta con le fiamme pale meccaniche in azione per bonificare l'area. Fiamme, calore e fumo hanno reso irriconoscibile il magazzino del punto vendita. Le fiamme dolose sono divampate il 1 ottobre poco prima delle 2.20, quando è giunto l'allarme alla sala operativa del 115. Il rogo ha richiesto l'intervento di quattro squadre dei Vigili del Fuoco. Sul posto ha operato anche il personale specializzato dell'Arpae per verificare le emissioni generate dal rogo. Sono state eseguite le analisi dei principali parametri tipici della combustione del materiale presente. L'aria è stata irrespirabile per tutta la mattina successiva all'incendio, anche con grave disagio per i residenti. 

L'arresto

Veloci le tappe che hanno condotto all'arresto del 49enne. Infatti, già la sera del 1 ottobre, a neanche 24 ore dal fatto, la Squadra Mobile della Polizia aveva in mano gli indizi necessari, tanto che il giorno dopo, il 2 ottobre, la Procura della Repubblica aveva chiesto al Tribunale l'emissione di un ordine di custodia cautelare in carcere, essendo ormai passata la flagranza di reato, che è la condizione che permette alla Polizia di procedere in modo autonomo con l'arresto. Il 6 ottobre è quindi arrivato il provvedimento del giudice, eseguito poi nel pomeriggio stesso dalla Polizia. Purtroppo, nella manciata di giorni dell'iter, si è verificato un secondo incendio. La Questura sta ora effettuando tutti gli accertamenti per capire se attribuirlo alla stessa persona.

Video - La titolare: "Ripartiremo più forti"

Il sindaco

“L’ottimo lavoro di indagine svolto dagli agenti della squadra mobile di Forlì, coadiuvati dal dirigente Enzo Tarquini, ha portato nei giorni scorsi all'arresto del 49enne, ritenuto dagli inquirenti il piromane del Robinson Pet shop in viale Roma - esordisce il sindaco Gian Luca Zattini -. L’accurato e paziente approccio investigativo delle forze dell’ordine ha permesso di mettere la parola fine a una situazione di pericolo gravissima, aggravata dalla minaccia di reiterazione del reato. Grazie al questore di Forlì-Cesena, Lucio Aprile, agli uomini e alle donne della Polizia di Stato e a chi ogni giorno impegna tempo e risorse per la salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica".

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