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Alla scoperta delle origini di San Mercuriale: anche un esperto di fama mondiale per lo studio delle reliquie

Lo studio sulle reliquie, che aveva preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre 2018 grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni, non conosce interruzioni

Era il 31 dicembre del 2019 quando era stato annunciato che San Mercuriale, patrono e primo vescovo di Forlì, era di origini armene. Lo studio sulle reliquie, che aveva preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre 2018 grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni, non conosce interruzioni: il lavoro portato avanti da Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, dal gruppo Ausl Romagna Cultura (rappresentato da Tiziana Rambelli e dal dottor Luca Saragoni), e dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, raggiunge infatti un altro importante traguardo.

"E’ da qualche mese che, grazie all’amico e studioso Carlo Coppola, professore e presidente del Centro Studi Hrand Nazariantz, sono in contatto con il professor Levon Yepiskoposyan, a capo del Laboratory of Evolutionary Genomics dell’Institute of Molecular Biology, alla National Academy of Sciences di Yerevan, che è stato attratto dal nostro studio su San Mercuriale - Traversari -. Il professor Yepiskoposyan, fra i massimi esperti mondiali della storia genetica armena, si è fin da subito reso disponibile per una collaborazione avente per oggetto l’analisi approfondita del genoma di san Mercuriale".

Prosegue Traversari: "Grazie all’immenso lavoro che in questi mesi le amiche e colleghe del Laboratorio del Dna antico dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna, prof Donata Luiselli e dottoressa Elisabetta Cilli hanno compiuto siamo riusciti ad ottenere l’intero genoma mitocondriale  e  a decifrare l’aplogruppo delle reliquie di san Mercuriale e, in virtù di questo eccellente materiale, nelle scorse settimane, è stato finalmente firmato un accordo di collaborazione scientifico con il laboratorio diretto dal professor Yepiskoposyan, che ci permetterà di approfondire l’analisi con un altissimo grado di dettaglio”. 

"Studi di questo genere - chiarisce - mirano ad individuare e riconoscere ogni singola specificità e mutazione della sequenza genetica, attribuendone un significato preciso in relazione all’appartenenza ancestrale ad un gruppo popolazionistico rispetto un altro, e molto altro ancora. Questa collaborazione rappresenta un nuovo punto di partenza, che aprirà certamente nuovi interessantissimi scenari scientifici e conoscitivi del nostro compatrono san Mercuriale. Ho sempre pensato che, nonostante siano già trascorsi più di due anni dall’avvio de progetto, fossimo in realtà solo all’inizio di questo affascinante cammino conoscitivo".

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