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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Piste ciclabili organizzate in linee con colori diversi, come vere metropolitane: arriva la "bicipolitana"

Le piste ciclabili organizzate e presentate come una sorta di “metropolitana”, vale a dire con linee di colori diversi, nodi e fermate. E’ l’allestimento grafico per presentare la rete di piste ciclabili

Le piste ciclabili organizzate e presentate come una sorta di “metropolitana”, vale a dire con linee di colori diversi, nodi e fermate. E’ l’allestimento grafico per presentare la rete di piste ciclabili di cui è dotata la città, la cosiddetta “Bicipolitana”, che mostra come ad oggi sia possibile attraversare Forlì in tutte le direzioni con la bicicletta, lungo percorsi a volte protetti in sede propria, a volte delimitati sull’asfalto dalla segnaletica orizzontale e un colore diverso.

La “Bicipolitana” di Forlì da oggi è conoscibile anche tramite un sito web apposito (bicipolitanaforli.it) che permette, come strumento utile,  di consultare la mappa delle piste ciclabili geolocalizzando l’utente sulla stessa rete, se la consulta tramite smartphone. Sulle strade, intanto, si stanno montando anche i cartelli che indicano i percorsi e il relativo colore “di linea”, assieme ad un Qr Code che rimanda alla stessa mappa. Per ora li si possono vedere, per esempio, all’imbocco di viale Roma, da dove parte la cosiddetta ‘linea 1’, quella che corre lungo tutta la via Emilia da Villanova al Ronco.

VIDEO - La presentazione della "Bicipolitana"

Lo scopo del progetto (redatto da Forlì Mobilita Integrata e realizzato dall’agenzia di comunicazione Menabò) è di invogliare maggiormente all’uso delle due ruote per muoversi in città. “Analizzando i dati del progetto ‘bike to work’ possiamo individuare quali sono le direttrici più battute dai ciclisti e notare come nei tragitti fino ai 4 chilometri la bici è un risparmio sia in termini economici che anche di tempo”, spiega l’assessore comunale alla Mobilità Giuseppe Petetta. Per quanto riguarda il “Bike to work”, ha raggiunto quota 1.060 utenti l’iniziativa di incentivo economico destinata a chi rinuncia a prendere la macchina per recarsi al lavoro.

Erano 103 i chilometri di piste ciclabili presenti nel 2019 a Forlì, il dato si è alzato a 130 km ad oggi, con l’obiettivo di arrivare a 142 entro il 2026, grazie a più linee di finanziamento che tutte sommate arrivano a 5 milioni di euro per la mobilità sostenibile. Ma delle nuove piste ciclabili realizzate negli ultimi 4 anni (circa 27 km) la metà circa non sono in sede propria, vale a dire nella massima sicurezza per il ciclista, dal momento che è difeso dalla carreggiata dei veicoli con un cordolo, ma sono appunto le cosiddette “bike lane”, rese possibili da un paio di anni dal codice della strada, ma meno sicure per il ciclista, dal momento che, come in via Bertini e via Campo di Marte hanno larghezze variabili e soprattutto sono segnalate solo da un nastro di vernice colorata sull’asfalto, tanto che non è vietato per i veicoli invaderle in caso di necessità.

Tra le prossime realizzazioni, invece, ci sono la pista ciclabile, in sede propria, tra Roncadello e Forlì lungo via del Canale, un anello ciclabile lungo i viali della circonvallazione in buona parte in sede propria, il completamento del percorso campus universitario – stazione, e poi, come bike lane, l’allungamento in via Campo degli Svizzeri e via Placucci della pista “colorata” attualmente presente in altri punti della stessa direttrice, mentre lo stesso tipo di corsia ciclabile comparirà in viale Risorgimento.

“Per i forlivesi oggi la città è più a misura di bicicletta”, chiosa il presidente di Forlì Mobilità Integrata Vincenzo Bongiorno. Che cita poi un altro progetto a favore di questo tipo di mobilità dolce, accanto al ‘Bike to work’ che ha visto raggiungere oltre mille utenti registrati. Si tratta del “bike sharing”, progetto che ha compiuto ormai dieci anni (fu allestito nel 2012). Le biciclette pubbliche gratuite posizionate in 11 postazioni della città non stanno ad ora vedendo un uso intenso: nel 2022 sono appena 7mila i prelievi, vale a dire meno di 20 al giorno (ma ha inciso anche l’impatto del Covid sugli spostamenti). Prima dell’epidemia si era arrivati a 12mila utilizzi annuali. “E’ un progetto però da rilanciare e far crescere”, conclude Bongiorno.

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